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Iniziamo

I progetti non si bloccano sul design. Si bloccano sui testi.

Processo · 4 min di lettura

Il ritardo medio di un sito non nasce dallo sviluppo: nasce dalle due settimane in cui si aspettano i contenuti. Si evita cambiando l’ordine delle fasi.

· Processo · 4 min di lettura

Il modo standard di fare un sito è: disegnare le pagine con testo finto, farle approvare, sviluppare, e chiedere i contenuti veri alla fine. È il modo in cui abbiamo lavorato anche noi, finché non abbiamo contato quanti giorni si perdono lì dentro.

Cosa succede davvero alla fine

Il testo vero non è mai lungo come quello finto. Un titolo che nel design stava su una riga ne occupa tre. Una descrizione prodotto pensata per quattro righe ne ha una. A quel punto il design va rifatto — dopo che era già stato approvato e sviluppato.

Il secondo problema è più costoso del primo: quando il cliente vede il testo vero dentro un design finito, capisce per la prima volta cosa sta effettivamente comunicando. E spesso non è quello che voleva dire. Le modifiche che arrivano a quel punto non sono correzioni, sono un ripensamento.

L’inversione

Noi scriviamo i testi al secondo giorno, prima che esista un solo pixel. Il cliente li approva leggendoli come documento, senza grafica intorno a distrarre. Da quel momento il design ha lunghezze reali con cui lavorare e non viene rifatto.

Approvare le parole al secondo giorno costa un giorno. Approvarle al ventesimo costa una settimana.

È il singolo cambiamento che ha accorciato di più i nostri tempi di consegna. Non una tecnologia, non uno strumento: l’ordine delle fasi.

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